martedì 11 maggio 2010

Risposta agli articoli del Sole 24 ore

Ecco il testo integrale della risposta:

I Dottori in Scienze Motorie rivendicano il loro ruolo professionale!

In risposta agli articoli “Sono abusivi 8mila fisioterapisti” del 10 marzo 2010 uscito sul Sole 24 ore Nord Est e “Professioni a caccia di ordini” del 4 maggio 2010 uscito sull’inserto del sole 24 ore “Lavoro e Professioni”

Sfogliando il Sole 24 ore nelle due edizioni di cui al titolo abbiamo avuto modo di leggere le argomentazioni del giornalista Andrea Fasulo e del sig. Antonio Bortone.
Ci sembra doveroso replicare, se non altro per rispetto a tutte le persone che potrebbero sentirsi truffate in quanto rivoltesi ad un Dottore in Scienze Motorie per risolvere o gestire un deficit motorio.

Il Decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica del 4 agosto 2000 “Determinazione delle classi delle lauree universitarie” specifica tra gli obiettivi formativi qualificanti i dottori in “Scienze delle Attività Motorie” le “…competenze relative alla progettazione, alla conduzione e alla gestione di attività motorie a carattere adattativo, finalizzandole al recupero delle capacità motorie…” e tra gli ambiti operativi include le “…aree della prevenzione e dell’educazione motoria adattata, finalizzata a soggetti di età diversa e a soggetti disabili…”. A questo va aggiunto che sul territorio nazionale vi sono 32 corsi di laurea in Scienze Motorie, per la stragrande maggioranza in facoltà di Medicina e di Chirurgia. Mediamente ogni corso di laurea ha un numero di 100 studenti iscritti al primo anno. Significa che ogni anno, circa 3000 persone vengono laureate con le competenze previste per legge ed entrano nel mondo del lavoro.
La categoria dei laureati in Scienze Motorie, bollata da parte di associazioni di categoria come “abusiva” nell’esercizio di attività di tipo rieducativo, è in realtà in possesso di un bagaglio culturale acquisito tramite un percorso universitario Ministeriale dello Stato Italiano: basta scorrere il piano di studi per trovarvi esami come Anatomia Umana, Fisiologia Umana, Cinesiologia Correttiva e Riabilitativa, Patologia dell’apparato locomotore, Biomeccanica, Diagnostica per immagini ecc. Tale percorso formativo universitario riteniamo, e lo ritiene il Ministero, sia indirizzato a formare le persone più qualificate ad operare nell’ambito delle Scienze del Movimento Umano. Già solo la denominazione della facoltà inquadra sufficientemente gli ambiti di intervento dove i professionisti di tale scienza possono agire con coscienza e conoscenza senza ritenersi “abusivi”, “illegali” né tantomeno poco qualificati.
Nessun laureato in Scienze del Movimento Umano vuole occuparsi di terapia fisica (manuale, strumentale o farmacologica) molto semplicemente, perché se avesse avuto il desiderio di fare ciò, si sarebbe iscritto alla facoltà di Fisioterapia.
I laureati in Scienze Motorie rivendicano il sacrosanto diritto, acquisito in anni di frequenza universitaria, di occuparsi degli ambiti delle proprie competenze tra le quali non vi è solo l’insegnamento dell’educazione fisica, ma anche il recupero delle capacità motorie e la valutazione funzionale.
L’attività del Professionista laureato in Scienze Motorie è ben sintetizzata dalla frase del Dott. Prof. Carmelo Bosco, fisiologo e biomeccanico di fama mondiale, “…studiando e migliorando l’uomo nella sua condizione di salute, le scienze del movimento non si occupano di terapia, ma di come fare prevalere lo stato di salute sulla malattia e di come esaltarlo ottimizzando la prestazione….” . Significativa inoltre è la sentenza della Corte di Cassazione N° 4454 del 11.01.2001 che ha ritenuto “…l’irrilevanza della frequentazione della struttura da parte di soggetti che avevano subito, in passato, traumi, dal momento che detta circostanza non è, di per sé, ricollegabile ad una situazione di disabilità e di correlativo intervento fisioterapeutico, mentre è compatibile con l’esigenza di raggiungere una migliore forma fisica, essendo la sede di chinesiologia a tal fine professionalmente strutturata.

Come riportato sul documento dell’Unione Nazionale Chinesiologi (che reca le firme di docenti ai corsi di laurea in Scienze Motorie e/o Fisioterapia di 18 importanti Atenei Italiani), “Sulla base dell’attuale normativa, il Laureato in Fisioterapia non ha l’esclusiva di trattare tutto ciò che non rientra nella normalità fisica e non può arrogarsi il diritto di essere l’unica figura professionale abilitata a trattare disabilità. Il trattamento educativo-preventivo-adattato, e non solo quello sportivo dei soggetti disabili compete anche al Laureato in Scienze Motorie.” E’ ovvio che l’attività svolta dal laureato in Scienze Motorie non è una professione sanitaria, sebbene, occupandosi di recupero in ambito motorio e di prevenzione dovrebbe esserlo. Ma questa è un’altra storia…..
In conclusione, riteniamo quantomeno offensiva la tabella pubblicata sull’articolo “Professioni a caccia di ordini”, dove alla voce “Fisioterapista” corrisponde la categoria “abusiva” di 100.000 laureati in Scienze Motorie. Oltre a ciò è doveroso segnalare numerosi siti Internet dove vengono faziosamente criminalizzati i professionisti legalmente formati attraverso un percorso Universitario.
Speriamo con questo articolo di aver informato innanzitutto tutti coloro che hanno letto gli articoli precedenti e sono stati da questi faziosamente informati da notizie parziali ma soprattutto prive di fondamento giuridico; in secondo luogo vogliamo dire alle associazioni di categoria dei fisioterapisti che proseguendo nella loro campagna diffamatoria potrebbero incorrere in provvedimenti legali.

lunedì 10 maggio 2010

Un pò di legge

Riteniamo sia giusto iniziare il nostro percorso culturale dalle fondamenta giuridiche.

1998
TRASFORMAZIONE DEGLI ISTITUTI SUPERIORI DI EDUCAZIONE FISICA E ISTITUZIONE DELLA FACOLTA' E DEL CORSO DI DIPLOMA E DI LAUREA IN SCIENZE MOTORIE:
Il D.L. 8 maggio 1998 n. 178, art. 2, comma 2, lett. B sancisce quanto segue: "esso è finalizzato all'acquisizione di adeguate conoscenze di metodi e contenuti culturali, scientifici, professionali nelle seguenti aree: (omissis) ... educazione motoria adattata e finalizzata a soggetti di diversa età e a soggetti disabili"; comma 7 "Il diploma di laurea in scienze motorie non abilita all'esercizio delle attività professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia e di quelle di cui ai profili professionali disciplinati ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, e successive modificazioni e integrazioni."

2000
DETERMINAZIONE DELLE CLASSI DELLE LAUREE UNIVERSITARIE
Con il Decreto del 4 aprile 2000 del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica vengono istituite le classi delle lauree Universitarie. La numero 33 "Scienze delle attività Motorie e Sportive", tra gli obiettivi formativi qualificanti cita testualmente "I laureati nei corsi di laurea devono: possedere competenze relative alla comprensione, alla progettazione, conduzione e gestione di attività motorie a carattere educativo, adattativo, ludico o sportivo finalizzandole allo sviluppo, al mantenimento e al recupero delle capacità motorie e al benessere psicofisico ad esse correlato, con attenzione alle rilevanti specificità di genere.

2002
EQUIPARAZIONE FRA IL DIPLOMA IN EDUCAZIONE FISICA E LA LAUREA IN SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
La legge 18 giugno 2002 n° 136 sancisce che "...i diplomi di Educazione Fisica rilasciati dagli ISEF .... sono equiparati alle lauree afferenti della classe 33... ai fini dell'accesso ai pubblici concorsi ed alle attività professionali".

Dalle sopraddette leggi e decreti si evince con chiarezza quelle che sono le competenze professionali in ambito di recupero delle capacità motorie dei laureati in Scienze Motorie. Le controversie degli ultimi periodi nascono indubbiamente dal fatto che i dottori in Scienze Motore hanno in comune con i dottori in Fisioterapia l'ambito del recupero delle capacità motorie.